Camellia

Candidissima 2 (R/2)

Descrizione:

F. Amatuer, Correspondance des Plantes, 1833, Magazin d’Horticulture 1 [pt,E]:41: Lovanio 1 dicembre 1832. La camelia Candidissima, descritta nel vostro diario, è stata introdotta direttamente dal Giappone dal dottor Siebold. Questa camelia, insieme a “Donckelaeri” (Masayoshi), Ochroleuca e Tricolor (“Ezo-nishiki”), arrivò in Olanda dal Giappone nel 1829 e fu coltivata per la prima volta da Donckelaer e fu la seconda di questo gruppo a fiorire. A pp.4, 5: Questa varietà è notevole per le sue foglie che assomigliano a quelle della Welbankiana, tranne che sono più sottili ed elastiche al tatto, con seghettature fini e acute. Il fiore, di 8 cm di diametro, è molto doppio con petali disposti regolarmente, oblunghi, bianchi come la neve, somiglia esattamente ad una dalia. Ha fioritura di mezza stagione, bianco puro, doppio formale di circa 65 petali, dimensione media, circa 8 cm di diametro, petali acuminati e possono essere imbricati per formare una forma a strati o a stella. Foglie, verde chiaro, ovate, lunghe 6 cm e larghe 2,5 cm. Crescita lenta. Errori ortografici: ‘Candadissima’, ‘Candissima’, ‘Candidessima’, ‘Candidisma’, ‘Candidissimia’. Sinonimi: ‘Louise Centurioni’, ‘French Pearl’, ‘Effie B. Youtz’, ‘White Star’, ‘Palmeria Alba’, ‘Louise Centruioni’, ‘Sieboldii’, ‘Candidissima Plena’, ‘Alba Candidissima’. Foto in bianco e nero: Hume, 1955, Camelie in America; Hertrich, 1954, Camelie nei giardini di Huntington, vol.I, p.75. Ha avuto origine in Giappone.

Link ICS : https://camellia.iflora.cn/Cutivars/Detail?latin=Candidissima