Centenario della nascita Ing. Franco Lorenzetti
Ingegnere, professore e artista |
In Memoria di Ing. Franco Lorenzetti: Un Centenario d’Arte e Passione. di Luca Lorenzetti |
Nel lontano 1924 nasceva un uomo, mio padre che ha lasciato un’impronta indelebile nelle vite di chi lo ha conosciuto, nelle pietre che ha scolpito e nel giardino che ha arricchito con la sua arte. Franco Lorenzetti non è stato solo un ingegnere, un insegnante, ma un artista a tutto tondo, capace di vedere la bellezza nascosta nel mondo che lo circondava e di renderla tangibile attraverso le sue mani, attraverso il marmo e la pietra, materiali che sapevano rispondere alla sua sensibilità profonda.
Figlio dell’11 novembre, ma registrato solo il 24 dello stesso mese come Giuseppe Francesco – un piccolo dettaglio che, come molte altre cose della sua vita, racconta un tempo in cui le cose accadevano con ritmi diversi – Franco è stato l’ultimo di nove fratelli, cresciuto in un’epoca che stava cambiando velocemente, quella di Marconi e delle prime trasmissioni radiofoniche. Un’epoca che, pur segnata dal progresso scientifico e tecnologico, non smetteva di nutrire un’inquietudine creativa e un desiderio di bellezza.
Nel corso della sua vita, Franco ha saputo conciliare la sua passione per la scienza con una profonda vena artistica che si è manifestata inaspettatamente, ma con straordinaria naturalezza, quando una frana nel suo terreno nel 1976 rivelò il suo spirito creativo. La terra che cedeva, portando con sé le radici di otto olivi, diventò per lui una fonte di ispirazione, un frammento di natura che, una volta modellato, si trasformava in qualcosa di nuovo e vivo. Da quel momento, il legno che aveva scolpito con passione lasciò il posto al marmo, al prezioso marmo di Carrara, che giungeva a lui sotto forma di doni dai suoi amici e conoscenti, come se fosse il materiale perfetto per esprimere la sua visione del mondo.



I fiori, gli animali, le figure umane – ogni angolo del suo giardino, ogni piccolo dettaglio della natura, diventava un punto di partenza per le sue opere. Le ortensie, le rose, i ranuncoli, le camelie: ogni fiore scolpito da Franco non era solo una riproduzione, ma una trasposizione emozionale di quel che vedeva. Ogni pietra, ogni blocco di marmo conteneva al suo interno una forma che aspettava solo di essere liberata, come un corpo che attende il respiro della vita.
Molti non conoscevano il suo lato artistico. Franco non amava mettersi in mostra, non cercava il riconoscimento pubblico per la sua arte. Ma la sua scultura parlava da sola, silenziosa ma potente, come tutte le cose che nascono dalla vera passione. Le sue opere, frutto di intuizione e dedizione, arricchivano gli spazi in cui viveva, con la loro bellezza discreta e profonda. Ogni scultura non era solo una forma, ma una parte di lui, una testimonianza della sua capacità di dialogare con la materia, di trarre dalle pietre e dai marmi il respiro di una bellezza universale.

Oggi, a cento anni dalla sua nascita, voglio celebrare Franco Lorenzetti non solo come ingegnere o insegnante, ma come l’artista che è stato. Colui che ha saputo vedere oltre l’apparenza, che ha compreso che la bellezza non ha bisogno di essere ostentata per essere autentica. Ogni sua creazione, anche la più piccola, racconta una storia, un sogno, un gesto di amore verso il mondo che lo circondava
Negli ultimi 4 anni Il Giardino Incantato ha celebrato diverse mostre in suo onore per far apprezzare e ricordare l’anima artistica di questa persona che con la sua capacità intuitiva poteva trarre opere scultoree da ogni frammento di marmo , pietra o lastra facendo danzare i fiori, bambine e vari animali tra il vento e i colori del giardino.
In occasione del 24 Novembre ricorrenza del centenario dalla sua nascita , avrei voluto aprire una nuova mostra in suo onore, ma le circostanze non mi hanno permesso di farlo. Eppure, il suo spirito rimane vivo in ogni angolo del giardino, in ogni scultura che ancora oggi testimonia la sua arte. La memoria di Franco Lorenzetti, infatti, non si spegne. Al contrario, continua a vivere nei cuori di chi lo ha conosciuto, nei suoi amici, e in tutte quelle opere che ancora oggi arricchiscono le nostre vite.


Mi auguro che, nonostante le difficoltà, presto ci sarà una nuova occasione per rendere omaggio alla sua grandezza, per celebrare non solo l’ingegnere e l’insegnante, ma l’artista che ha saputo dar forma ai sogni e alla bellezza del mondo che ci circonda.
Bellissima narrazione. Spero a breve di venire a vedere di persona
Ti aspettiamo volentieri, quando vuoi