L’arrivo a Porto segna subito l’ingresso nel mondo della camelia.
La visita al vivaio di Flavius Park è stata solo l’inizio… poco dopo siamo stati accolti a São Torcato, nelle vicinanze del vivaio di Antonio Assunção.
Il viaggio ha preso un tono speciale. Accolti con grande amicizia da Antonio Assunção e dal Professor Armando Oliveira, abbiamo visitato il vivaio entrando nel cuore della loro passione. Non solo collezioni, ma racconti, sperimentazioni, novità.
Un momento particolarmente emozionante è stato quando ci è stata mostrata la camelia dedicata a Ilaria, già replicata in almeno tre nuove piantine: un segno concreto, vivo e di continuità.
Il pranzo tipico: baccalà con patate, una delle specialità portoghesi, semplice e perfetto, condiviso in un clima conviviale che ha dato al viaggio il suo primo, autentico sapore. Il trasferimento verso Vigo, nel verde sempre più intenso della Galizia, ha chiuso la giornata.
Il tempo non è stato clemente, ma non ha fermato l’entusiasmo.
A Fene, il vivaio Ortel di Redondo si è rivelato una scoperta straordinaria. Nonostante la pioggia, lo abbiamo visitato interamente, rimanendo colpiti dalla vastità della collezione:
camelie botaniche rare, varietà insolite e, soprattutto, una notevole presenza di camelie gialle, ancora poco diffuse ma di grande fascino.
Nel pomeriggio, il Pazo de Mariñán ci ha accolti con la sua eleganza affacciata sull’acqua, in un equilibrio perfetto tra paesaggio e architettura.
La sera, durante il rientro in pullman, la giornata si è chiusa con un magnifico tramonto: una luce calda che, dopo la pioggia, sembrava ancora più intensa.
Incontro con i grandi protagonisti della camelia
La camelia tra tradizione e ricerca scientifica
Sapori autentici della Galizia
I pazo: storia, paesaggio e giardini
Vivai e collezioni botaniche di eccellenza
Un viaggio vero: tra bellezza, condivisione e imprevisti
Il Concorso Internazionale della Camelia di Vigo
Santiago de Compostela e il suo fascino senza tempo
La mattina è stata dedicata ai giardini di Vigo.
Dal Parco Monte del Castro, con la sua posizione panoramica, al Parco de Castrelos, più ampio e articolato, fino ai Jardines del Pazo Quiñones de León, dove le camelie trovano una cornice storica di grande eleganza.
Il pomeriggio e la sera ci hanno immersi nel cuore dell’evento: l’inaugurazione del 61° Concorso Internazionale della Camelia.
Una mostra di altissimo livello, come da tradizione spagnola: fiori perfetti, allestimenti raffinati, una cura quasi artistica nella presentazione.
Un momento di grande ispirazione e confronto.
Una giornata intensa, che ha unito botanica e tradizione.
Al Pazo de Rubianes, la collezione di camelie si apre in tutta la sua ricchezza: esemplari imponenti, varietà storiche, un senso di continuità che attraversa il tempo.
A Quinteiro da Cruz, invece, il rapporto tra giardino e paesaggio agricolo si fa più evidente, con le camelie che convivono con vigne e coltivazioni.
Il pranzo in una tipica pulpería: protagonista assoluto il polpo, preparato secondo la tradizione galiziana. Un’esperienza semplice, autentica, profondamente legata al territorio.
Una pausa dai giardini, ma non dalla bellezza. Santiago de Compostela è apparsa con la sua atmosfera unica: la cattedrale, il museo, il centro storico fatto di pietra e silenzio, attraversato da pellegrini.
L’Alameda ha offerto uno sguardo aperto sulla città, quasi a volerla salutare con lentezza.
La giornata è iniziata alla Estación Fitopatológica de Areeiro, dove la camelia viene studiata, conservata e valorizzata.
Un luogo fondamentale per comprendere la dimensione scientifica di questa passione.
Successivamente, visita a Pontevedra, città elegante e vivace, dove abbiamo gustato un pranzo davvero squisito, tra i migliori del viaggio.
Nel pomeriggio, il Pazo de Pegullal: un luogo che unisce giardino e produzione vinicola. Qui, oltre alla visita, abbiamo anche degustato i loro vini, chiudendo la giornata in modo conviviale e armonioso.
Il programma prevedeva alcune delle tappe più importanti:
Pazo di Santa Cruz de Rivadulla, Pazo de Oca e Pazo de Faramello.
Purtroppo, per problemi di salute, noi de Il Giardino Incantato siamo rimasti in hotel a Vigo, rinunciando alle visite.
Un’assenza che si è fatta sentire, ma che lascia anche un motivo per tornare.
Il ritorno in Italia, per noi del team, è stato decisamente rocambolesco.
Colpiti da una sindrome gastrointestinale, abbiamo affrontato il viaggio in condizioni non facili, trasformando anche l’ultima giornata in un’esperienza… memorabile, seppur non nel modo previsto.
Ciò che resta di questo viaggio è stato molto più di un itinerario.
È stato incontro — con persone, luoghi, piante.
È stato scoperta — di varietà, di paesaggi, di modi diversi di intendere il giardino.
È stato anche imprevisto — perché ogni viaggio vero lo è.
Ci ha lasciato qualcosa di prezioso: uno sguardo nuovo, più profondo, da portare nei nostri giardini. Desideriamo esprimere un sentito ringraziamento alla Società Italiana della Camelia per aver ideato e reso possibile questo viaggio, curato con grande attenzione e passione. Un grazie speciale va a Giuseppe Tamburini, vicepresidente della Società, che con dedizione, disponibilità e instancabile impegno ha seguito ogni fase dell’organizzazione, accompagnandoci con attenzione e competenza lungo tutto il percorso. A lui va la nostra sincera gratitudine per aver contribuito a rendere questa esperienza così ricca, fluida e significativa.