IL RESTAURO DELL'AIA DEL CASOLARE : QUANDO LA STORIA SI CONSERVA CON LE PROPRIE MANI

Quello che molti ospiti non sanno è che il suo pavimento non è stato acquistato o realizzato con materiali moderni. Le tegole toscane e le mezzane, come vengono chiamate tradizionalmente nella nostra zona della provincia , sono infatti quelle originali che per oltre un secolo hanno ricoperto il tetto del casolare.

Quando i miei genitori costruirono la casa di famiglia, proprio accanto al vecchio casolare, mio padre ebbe un'idea tanto semplice quanto preziosa: recuperare una ad una quelle antiche tegole toscane e le mezzane trasformandole nel pavimento dell'aia. Un gesto che oggi definiremmo di recupero e sostenibilità, ma che allora nacque soprattutto dal desiderio di conservare un pezzo della storia di famiglia, dando nuova vita a materiali che avevano già attraversato oltre cent'anni di intemperie. Il vecchio casolare è ancora oggi quasi completamente originale. Una parte viene utilizzata come taverna, mentre l'altra continua a custodire gli attrezzi necessari per la cura del giardino, proprio come accadeva un tempo nelle antiche case coloniche. Così quelle tegole e mezzane continuano ancora oggi a raccontare due storie: quella del tetto che per decenni ha protetto il casolare e quella dell'aia che, da molti anni, accoglie chi entra ne Il Giardino Incantato.

Il tempo lascia il segno

Un restauro fatto con le nostre mani

Come molti dei lavori che realizziamo a Il Giardino Incantato, anche questo restauro è stato affrontato personalmente. Il progetto è iniziato nell'estate del 2024, ma ha dovuto fermarsi per mancanza di fondi. Oggi siamo finalmente riusciti a riprenderlo, con l'obiettivo di restaurare l'intera aia di circa 100 metri quadrati. Il lavoro consiste nel ripristinare completamente le fughe tra una pignatta e l'altra, eliminando le parti deteriorate e riempiendole con un materiale specifico. Abbiamo scelto uno stucco resina-cemento professionale utilizzato per ceramiche, mosaici e pietre naturali. Cercavamo un prodotto resistente, durevole e capace di integrarsi armoniosamente con il colore del cotto antico. La parte restaurata due anni fa ha già dato ottimi risultati, confermando che la scelta del materiale è stata quella giusta.

Le tegole e le mezzane originali hanno dimostrato una resistenza straordinaria. A soffrire è stata invece la fuga che le unisce. Con il passare del tempo il cemento ha iniziato lentamente a consumarsi, scavandosi in alcuni punti fino a creare fessure profonde, mentre in altre zone è bastata una semplice manutenzione. Lasciare che questo deterioramento continuasse avrebbe significato compromettere poco alla volta un elemento così ricco di storia. Per questo abbiamo deciso di intervenire.

Pazienza, precisione e tante ore di lavoro

Ogni fuga viene ripristinata completamente a mano. In alcune zone basta poco materiale, mentre dove il tempo ha scavato maggiormente è necessario intervenire in profondità. Con un sacchetto di resina/cemento riusciamo mediamente a coprire tra i 2 e i 3 metri quadrati, ma tutto dipende dallo stato di conservazione delle fughe. È un lavoro lungo, che richiede molte ore, pazienza e precisione, ma vedere l'aia tornare lentamente al suo antico splendore ripaga di ogni fatica.

Conservare la storia, un dettaglio alla volta

Chi visita il Giardino Incantato vede un luogo immerso nella natura, ma dietro ogni angolo c'è un continuo lavoro di manutenzione e conservazione. Per noi restaurare quest'aia non significa semplicemente rifare delle fughe. Significa prenderci cura di un pezzo della nostra storia familiare e di quella del casolare del 1874. Ogni pignatta che oggi calpestiamo ha già vissuto una prima vita sul tetto della casa e continua, ancora oggi, a raccontare il passato a chi si ferma ad osservarla. Non sappiamo ancora se riusciremo a completare il restauro entro la fine dell'anno. Procederemo con calma, un tratto alla volta, come abbiamo sempre fatto. Perché conservare un luogo come questo richiede tempo, dedizione e rispetto per ciò che rappresenta. E noi continueremo a raccontarvi il cammino, oltre che il risultato finale.

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